La risposta fisiologica allo stress è frutto di un’evoluzione fisica per proteggerci dai danni dello stress ma può essere deviata e diventare negativa quando ne perdiamo il controllo. Ciò è quanto afferma il neuroendocrinologo Bruce McEwen di Rockfeller University NY, il quale spiega che in una situazione normale, vivere lo stress provoca nel corpo reazioni fisiologiche producendo una certa quantità di energia, mandando un picco di glucosio ai muscoli e aumentando il battito cardiaco, la pressione del sangue e la respirazione per far arrivare ossigeno ai muscoli in modo veloce. Nello stesso tempo, i vasi sanguigni si restringono e i fattori di coagulazione aumentano, pronti a rallentare la sanguinazione in caso di ferimento. Questa è la tipica reazione-risposta allo stress, definita in inglese come fight or flight, ossia lotta o fuggi. Una volta che lo stress è passato, tutte queste risposte fisiologiche dovrebbero placarsi.
Tuttavia, per coloro che sono sotto stress in modo ripetitivo e consistente, la risposta fisiologica non viene mai disinnescata lasciando livelli di zuccheri non regolati (in altre parole l’insulina non ha effetto), alta pressione del sangue, un aumentato rischio di coaguli di sangue (ictus), ridotto desiderio sessuale ed un sistema immunitario instabile. Inoltre, un’esposizione prolungata allo stress influenza anche il cervello alterando la struttura dei neuroni e le loro connessioni, le quali, a loro volta, influenzano il comportamento e i processi ormonali. È dunque importantissimo saper gestire lo stress a livello quotidiano!